mercoledì 10 aprile 2013

Dopo la laurea: lavoro o master? Ecco alcune buone ragioni per cercare subito un impiego


Dopo la laurea si presentano due alternative: continuare a studiare specializzandosi grazie ad un master, oppure considerare conclusa la formazione teorica e cominciare a proporsi nel mondo del lavoro.

Molti giovani neolaureati scelgono di impegnarsi da subito nella ricerca di un primo impiego e questa può essere valutata come la scelta più opportuna per una serie di validi motivi. 


1 -   Nel lavoro servono competenze pratiche
       Dopo la laurea emerge la necessità di integrare la formazione accademica con le 
       competenze pratiche e tutte quelle soft skills che derivano dall’esperienza sul 
       campo. Le prime esperienze lavorative hanno valore soprattutto perché danno  
       l’avvio ad una professionalità lavorativa. 
        
       Attraverso il contatto con le dinamiche e gli ambienti di lavoro, con la gestione dei 
       tempi e delle relazioni interpersonali, i primi impieghi consentono di imparare come 
       mettere in pratica e finalizzare all’utile le teorie apprese nelle aule degli atenei.


2 -   Lavorare implica una maturazione sociale e personale    

       Il passaggio dalla condizione di studente a quella di lavoratore porta ad una
       maturazione tangibile, sul piano professionale come anche dal punto di vista sociale e
       personale. Attraverso questo tipo di esperienze infatti il giovane acquisisce una nuova
       e più adulta consapevolezza di sé e del mondo esterno.

       La maturità nel giovane laureato è un fattore determinante e differenziante 

       all’interno del mercato del lavoro.
       I selezionatori e i datori di lavoro ambiscono a risorse preparate, professionali e

       autonome ed è prevedibile che preferiscano figure provviste di una certa esperienza
       a persone che siano ancora da svezzare dal punto di vista lavorativo (seppur pluri-
       titolate e di poco più grandi).
       Bisogna anche considerare che le aspettative sul posto di lavoro aumentano in 

       maniera direttamente proporzionale all’età e alla preparazione vantata, mentre non è
       affatto scontato che si giunga sicuri e preparati alla prima  esperienza lavorativa.
 

3 -   Studiando troppo c’è il rischio di diventare troppo preparati

       Continuare a studiare significa andare incontro al rischio di sentirsi respingere perché 
       troppo preparati o, all’opposto, essere i primi a rifiutare i lavori disponibili non
       ritenendoli all’altezza della propria preparazione e delle proprie aspettative.

       In entrambi i casi, l’effetto derivante sarebbe una frustrazione ancor più forte, se

       possibile, di quella comunemente diffusa oggi tra giovani e meno giovani, aggravata
       dagli investimenti rivolti alla formazione in termini di energie, tempo, denaro e
       speranze.
 

4 -   Ci sono lezioni che si possono imparare solo dall’esperienza

       Non c’è corso, docente o master che possa preparare un giovane alla conoscenza
       della vita, alla lucidità e alla fermezza necessari per affrontare da professionisti la
       grande varietà di situazioni in cui ci si può trovare una volta diventati “grandi” e 
       affrancatisi dalla condizione di studente.

       Se dunque ci sono lezioni che è possibile imparare solo attraverso l’esperienza

       diretta, si potrà allo stesso modo affermare che la preparazione in aula, per quanto
       approfondita e specialistica, resterà sempre incompleta.

 

Posto che il passaggio dalla condizione di studente a quella di lavoratore è uno step obbligato che presto o tardi bisognerà compiere, se ne conviene che, una volta ottenuta la laurea, la scelta migliore sia quella di buttarsi nel lavoro. Anche se non sarà semplice trovare subito l’impiego che soddisfi le proprie ambizioni, bisogna tener presente che ci sono occasioni per imparare e opportunità di ricevere fondamentali insegnamenti  anche da lavori non altamente qualificati. 

La gavetta rappresentata dalle prime esperienze lavorative è la più preziosa palestra per imparare ad integrare le nozioni scolastiche con la messa in pratica delle stesse; soprattutto è uno dei canali più efficaci per  acquisire conoscenza del mondo e consapevolezza di se stessi.  

Ciò che determina la differenza tra candidati di pari formazione, o anche rispetto a curricula più altisonanti del proprio, è la capacità del saperci fare, caratteristica che solo stando nel mondo è possibile imparare. 

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