mercoledì 5 gennaio 2011

Riforma Gelmini: autonomia centralista (3)




Riforma Gelmini: cosa cambia rispetto al passato, se la riforma verrà applicata e avrà la necessaria copertura finanziaria?! Molti contestano la riforma, alcuni lodano la Gelmini. Si dà autonomia ai singoli atenei (arrangiatevi) imponendo un controllo centralizzato (giudichiamo noi).

Cerchiamo di capire se e in che modo le università potranno migliorare la formazione dei nostri giovani, analizzando i principali punti di discontinuità della riforma Gelmini, cercando di capire quale ratio li può aver generati e ipotizziamo l’impatto sul sistema universitario italiano.


Arriva il codice etico.
Ogni ateneo dovrà adottare un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero dell'Istruzione.
Questa è davvero un’ottima notizia: quanta più etica immettiamo nel sistema, meglio è. Un solo dubbio: l’adozione di un codice etico non è di per sé un valore o un risultato positivo (infatti può capitare che un’azienda con un codice etico molto stringente –e inapplicato- non rispetti neppure la legge). Gli Atenei devono rispettare le leggi, se vogliono fare di più tanto meglio.

Arriva un direttore generale.
Che sostituirà l'attuale direttore amministrativo. Il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come un vero e proprio manager dell'ateneo.
Gelmini riforma l’Università e la trasforma in un’Azienda, benissimo. Resta da chiedersi chi sono gli azionisti o gli stakeholders e quali sono gli obiettivi che l’azienda universitaria deve raggiungere (il profitto, ricerca di qualità, studenti preparati?)

Distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e consiglio d'amministrazione.
Il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il cda ad avere la responsabilità chiara delle assunzioni e delle spese, anche delle sedi distaccate. Il cda non sarà elettivo, ma responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del cda potrà essere esterno.
Il cda diventa a tutti gli effetti organo di governo dell’università. La presenza di elementi esterni dovrebbe portare competenze aggiuntive; dipenderà da chi nominerà chi (ricordiamo l’ultimo caso di nomina nelle ASL lombarde di un noto amico dei boss della ‘ndrangheta).

Diritto allo studio e aiuti agli studenti meritevoli.
Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità. Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d'onore.
I cordoni della borsa vengono tirati e la borsa portata al Governo centrale grazie alla riforma Gelmini. È una scelta assolutamente corretta, perché l’istruzione è un bene pubblico, serve un interesse generale. Ma perché allora il resto della riforma va (o sembra andare) nella direzione dell’autonomia degli atenei? Autonomia necessaria per poter giudicare poi chi è meritevole.

Docenti in classe.

I docenti avranno l'obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l'impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.
E ci mancherebbe altro che un docente non insegni e non faccia il lavoro per cui è pagato. Stupisce che la riforma Gelmini preveda una nuova legge per imporre ciò che le leggi vigenti già certificano. Aspetto curioso: si prevede che i professori a tempo pieno lavorino solo 187 giorni all’anno e che dedichino agli studenti il 23% del loro tempo.

Gestione finanziaria.
Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra viale Trastevere e Tesoro. Oggi i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei. Con le nuove norme, i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio. Scatta poi il commissariamento e la tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.
Particolare tecnico necessario a garantire la possibilità di un giudizio corretto da parte del governo centrale. La norma ribadisce con chiarezza che le Università sono centri di profitto.


Per approfondire:


E voi cosa ne pensate della riforma Gelmini?

lunedì 3 gennaio 2011

Master Cultura: sei ciò che mangi.



Master Cultura: le tradizioni enogastronomiche sono il frutto di una cultura millenaria che porta i suoi valori all’uomo moderno. Un Master può aiutare a conoscere e saper valorizzare questa ricchezza.

Ad esempio, il Master on line di I livello in “Cultura della Alimentazione e delle Tradizioni Enogastronomiche” organizzato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “Tor Vergata” ed erogato da BAICR – Sistema Cultura.

La durata del master è di un anno accademico e l’attività formativa corrisponde a 60 crediti, pari a 1500 ore di studio. Le ore di attività didattica sono 295, di cui 90 in presenza ed il resto a distanza, oltre a 2 mesi di stage e tirocini e/o la redazione di un progetto.

Per conoscere i migliori master cultura, consulta il nuovo sito master4you.it

Obiettivi

Con un approccio multidisciplinare ed uno stretto legame con il mondo delle imprese, questo Master Cultura vuole formare professionisti in grado di:

  • promuovere la valorizzazione della cultura e delle tradizioni enogastronomiche, con competenze specifiche nei settori della comunicazione e del marketing orientato al territorio;
  • progettare nuove iniziative che offrano esperienze di qualità per ampie fasce di pubblico interessato al turismo culturale e all’enogastronomia.

Programma
Il Master Cultura copre le aree tematiche della Comunicazione & Creatività, Economia & Marketing, Scienze Umane & Sociali. I principali temi trattati sono:

  • scienza dell’alimentazione;
  • storia e cultura enogastronomica;
  • contenuti e metodi dell’offerta turistica;
  • management per il turismo;
  • comunicazione e marketing orientati al territorio.

Se cerchi borse di studio, attiva il servizio gratuito “Chiedi Borsa” di Master4You.


I Plus del Master Cultura

Dà la possibilità di proporsi in strutture pubbliche o private per:

  • promuovere l’immagine del territorio attraverso le tradizioni gastronomiche locali;
  • rafforzare il valore del turismo culturale e organizzarne l’offerta;
  • sviluppare e ideare itinerari enogastronomici;
  • favorire la riscoperta del territorio rurale e del sistema delle Green Ways;
  • curare il management delle imprese e dei servizi che operano nel settore;
  • gestire la comunicazione per l’organizzazione di eventi (fiere, esposizioni, mostre e premi) utili alla promozione dei prodotti enogastronomici locali.

Se cerchi delle offerte per i master, utilizza il servizio “Cerca Offerte” di Master4You.


Altri post per approfondire:


E tu, hai mai pensato di iscriverti ad un Master Cultura?

giovedì 30 dicembre 2010

Riforma Gelmini: il gioco delle 3 carte (2)



Riforma Gelmini nasce dalla volontà e necessità di ridurre le spese e per riuscirci si taglia il personale. Si prevede una drastica riduzione degli stanziamenti subito, bilanciata da una maggiore sovvenzione futura (chi vivrà vedrà) ai migliori atenei, giudicati da commissioni ad hoc.

In tempo di crisi, un processo di razionalizzazione è necessario e sacrosanto. Ci sono troppi enti inutili? chiudiamo quelli inutili o inefficienti! Troppi ospedali e case di cura? Zack! Troppe classi? Zack! Troppe borse di studio? Zack! Troppi Master? Zack! Troppe leggi? Zack! Troppo personale? Zack Zack!!
La via italiana alla razionalizzazione passa attraverso un processo di ricerca dell’efficienza che si traduce poi quasi sempre in una riduzione della forza lavoro, considerata l’unica variabile su cui si può agire. Si potrebbero recuperare molte più risorse semplicemente applicando la legge e ascoltando la Corte dei Conti oltre ad organismi comunitari che indicano con chiarezza dove stanno le frodi più gravi. Si preferisce invece (chissà perché) tagliare il personale (vale per il settore pubblico e anche per quello privato), considerandolo la voce di costo più gravosa (anche quando non è assolutamente così, come nel caso del settore automobilistico).

Il Governo con la riforma Gelmini fa il gioco delle 3 carte, ecco come funziona:


  1. C’è la crisi e dobbiamo tagliare i costi, tagliamo il personale inutile (i fannulloni di Brunetta)
  2. Trasformiamo le realtà pubbliche in aziende, che sono più efficienti (per i beni pubblici è vero il contrario, ma fa niente)
  3. Lasciamo al Governo di decidere chi sono i meritevoli, ad essi verranno date più risorse (non rispetto al passato ma rispetto agli altri, che non ne avranno)

Carta n° 1: il dipendente pubblico è per antonomasia un parassita raccomandato nullafacente, deve essere mandato a casa, senza offerte alternative. Giustissimo. Ma non servono nuove leggi né leggi speciali: se un lavoratore è assenteista, lavora male, ruba va sanzionato, licenziato, arrestato a seconda della gravità dei suoi atti.

Carta n° 2: il modello organizzativo dell’impresa privata e della libera concorrenza di mercato è un rimedio sicuro contro l’inefficienza del sistema, quindi imponiamo un modello privatistico alle “aziende pubbliche”. Se per modello aziendale si intende assumere e valorizzare nelle aziende pubbliche dei professionisti del marketing, della comunicazione e del controllo è probabile che l’azienda pubblica migliorerà i servizi contenendo le spese. Se invece significa mettere in concorrenza le aziende pubbliche (che forniscono un servizio pubblico) tra loro e tagliare a tutti un x% del personale, ci potremmo trovare con ospedali senza lo specialista per salvare una vita e altre strutture che opereranno pazienti sani per raggiungere il budget. Al di là della riforma Gelmini, alcuni economisti sostengono che in alcuni paesi in via di sviluppo questi processi di privatizzazione hanno in realtà uno scopo diverso: incassare subito delle risorse (in parte dirottate in luoghi sicuri) e poter mettere a capo delle aziende privatizzate uomini di fiducia che potranno poi operare più liberamente (perché è oramai un’azienda privata).

Carta n° 3: il governo riduce gli stanziamenti a favore delle aziende pubbliche (che divengono aziende private e quindi devono arrangiarsi a trovare le fonti di finanziamento) e sceglie chi sarà a giudicare della bontà del loro operato, da cui dipenderà la possibilità di ottenere “premi di produzione”. Valutare il merito è difficile ma è un’attività necessaria e che al tempo stesso crea un circolo virtuoso di emulazione. Un’idea bizzarra e accattivante sarebbe quella di creare una sorta di “giuria popolare” composta ogni anno da alcuni esperti stranieri, scelti attraverso sorteggio. Non sarà sicuramente il metodo migliore al mondo, ma eviterebbe le recriminazioni dei perdenti che potrebbero giudicare il Governo poco adattato ad ergersi a giudice qualificato nel momento in cui il proprio collegio dei probiviri non ha mai avuto alcuna critica da muovere ai vertici che hanno raccolto negli ultimi anni condanne anche definitive per associazione mafiosa, corruzione, evasione fiscale, appropriazione indebita,…



Come i professionisti del gioco delle tre carte, che gridano sempre agli incauti avventori “Non c’è trucco non c’è inganno!”, anche il Governo sbandiera proclami di difesa del merito e di crescita degli investimenti a favore degli istituti virtuosi. Chi punta il dito su una delle tre carte (contro la riforma Gelmini) per svelare il trucco e l’inganno, viene immediatamente apostrofato come (a seconda di quale carta ha sollevato):

  1. fascista
  2. comunista
  3. giustizialista

E tu cosa ne pensi della riforma Gelmini?

mercoledì 29 dicembre 2010

Formazione: chi la garantisce.



Formazione: la politica dei paesi determina sempre le sovrastrutture sociali e culturali, da che mondo è mondo.
Questo avviene con sorpresa in modo esemplare in alcuni luoghi che, al centro della notizia, hanno ben altre preoccupazioni: fame, economia, politica estera, diritti umani.
La sorpresa sta proprio nei diritti umani: l’istruzione è, in uno di questi luoghi, quello in assoluto più tutelato.
Cuba: Josè Martì, uomo di cultura post romantica. E’ nella sua precisa concezione di educazione che si radica il sistema formativo e pedagogico di oggi. Cuba registra infatti uno dei più alti tassi di alfabetizzazione nella popolazione.  E non è un caso.
La cultura è un valore e lo studio per acquisirla è un presupposto.
Potrai incontrare nelle strade di Havana un pover’uomo senza sufficiente cibo in corpo, ma avrà una cospicua conoscenza da offrire in ordine alla sua specializzazione.
In termini italiani, il diritto allo studio e al lavoro si traducono in termini di Borse di Studio, ad esempio. E Master che presentano offerte con accessibilità per tutti coloro che non vogliono coronare un sogno bensì una realtà. Vera, credibile, competitiva e professionale.
Di questo, in fondo, Mister Master parla e di questo, Master4You, divulga informazione attraverso un preciso servizio di ricerca e offerta.
Perché un paese come Cuba, di cui lasciamo ad altre sedi la disquisizione sulla situazione generale, ha saputo innalzare la formazione ad elemento vitale?
Perché, sin dai tempi di Martì, formazione è dignità e oggi si traduce in un sistema di garanzia allo studio dall’età scolare sino alla fase di specializzazione post universitaria, che si completa solo con una pratica professionale. Formazione e lavoro diventano un tutt’uno, sequenziale e ‘naturale’, senza strappo e senza gabbia.
Parlare di Cuba oggi equivale a voler prendere in considerazione un luogo assai lontano dal nostro che ha risolto, tuttavia, ciò che a noi affligge come non mai. La crescita individuale e l’orizzonte di attesa delle giovani leve.
Josè Martì era prima che pedagogo, un poeta; prima che un rivoluzionario, un uomo. 
Ogni tanto riflettere su valori  lontani dai propri aiuta a ricordare cosa ha senso, seppur collocato in situazioni diametralmente opposte e in realtà complesse e fitte di implicazioni.
Isolare la figura di Martì ti fa venire voglia di credere che una singola personalità può trasmettere una volontà universale: il perfezionamento.
E tu, che formazione immagini a venire?

lunedì 27 dicembre 2010

Riforma Gelmini: Maria è la Stella (1)



La Riforma Gelmini è legge: il Senato ha approvato, Napolitano non ha il potere di non firmare la legge. Quindi, nonostante le proteste di studenti e università si va avanti. Formazione e Master non sono a rischio (?!).

“Credo che oggi sia una bella giornata per il Paese e le università italiane”, commenta il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, secondo cui “è stata archiviata la cultura falsamente egualitaria del ’68″. Un plauso arriva subito da Confindustria: ”Con l’approvazione della riforma abbiamo evitato di lasciare le nostre università in una situazione di forte incertezza su tutti i fronti: le risorse, la governance, la valutazione della qualità della ricerca e della didattica, la selezione dei docenti”, commenta il vice presidente di Confindustria per l’Education, Gianfelice Rocca. Da questo capiamo immediatamente “cui prodest” la riforma meritocratica appena varata:

  • Governo (riduce la spesa corrente e gli investimenti) e
  • Confindustria (internalizza a basso costo la ricerca universitaria).

Le Borse di studio, altro argomento caldo di questi mesi, sono un punto toccato dalla Riforma. Le offerte per i master rischiano di ridursi significativamente e per chi è in cerca di un master la situazione si complica ulteriormente.

In questo blog proviamo ad analizzare i principali effetti che la riforma determinerà (dovrebbe determinare se verranno emanati i 50 decreti attuativi necessari; determinerebbe se venisse applicata) sul sistema universitario.


Partiamo da una premessa valoriale fondamentale: la riforma viene presentata come la vittoria del merito sulla cultura falsamente egualitaria del ’68. Evviva, era ora che in Italia qualcuno avesse il coraggio di fare piazza pulita e desse finalmente spazio e premi a chi se li merita davvero! L’obiezione, banale e scontata, che è difficile prendere lezioni di meritocrazia dal ministro Gelmini (scesa da Brescia a Reggio Calabria per passare l’esame di stato per la professione di avvocato, dopo una carriera scolastica per nulla di eccellenza) non è rilevante ai fini dell’analisi che dobbiamo svolgere, perché è stato pubblicamente teorizzato che azione di governo e valori individuali possono tranquillamente divergere. L’importante è che il servitore dello Stato operi per il bene superiore del Paese. Ed è appunto questo che andremo a verificare, prendendo in considerazione gli aspetti di discontinuità con il passato che la riforma Gelmini propugna.


Aggiungiamo una premessa strutturale: la “privatizzazione” del sistema universitario segue quella di altri sistemi, quali la sanità e l’edilizia pubblica, i trasporti (il prossimo intervento è sull’acqua). Si tratta di realtà che sino a pochi anni fa erano da tutti considerati giustamente appaltati al settore pubblico, anche in modo monopolistico. Essendo servizi generali, di cui beneficia l’intera comunità, per i quali occorrono grandi investimenti ed è opportuno offrirli a prezzi pubblici e non di mercato, si definivano beni pubblici ed erano gestiti dal settore pubblico. La gestione pubblica di un bene/servizio pubblico è una buona cosa (direi quasi necessaria, dal punto di vista economico). Eppure si è cominciato e continuato a privatizzarli, perché l’effetto benefico della concorrenza avrebbe dovuto portare maggiore qualità e prezzi inferiori. Purtroppo, è avvenuto esattamente il contrario: aumento dei prezzi e peggioramento del servizio (Autostrade, Alta Velocità, Grandi Opere, Protezione Civile spa e Malasanità sono solo la punta dell’iceberg). Privatizzare l’educazione e la formazione potrebbe non essere in assoluto un’idea vincente. Si pensi al fatto che Paesi (una volta li avremmo chiamati comunisti, oggi è meglio definirli statalisiti) come Cuba, Cina e Russia forniscono una ottima preparazione alla maggioranza dei giovani. Gli Stati Uniti, grazie alla concorrenza, hanno delle punte di eccellenza, ma la preparazione dello studente medio a stelle e strisce è inferiore a quella degli altri paesi.

Nei prossimi post analizzeremo gli aspetti più interessanti della riforma di Mariastella.
E tu che cosa pensi della riforma Gelmini?

venerdì 24 dicembre 2010

Borse di studio 2011



Borse di studio 2011: cosa troveremo sotto l’albero? Dietro ai 3 magi viene un pastorello che porta dei doni agli studenti che vogliono frequentare un master gratis o senza spendere troppo. Nella gerla porta il nuovo sito Master4You che offre i migliori master al miglior prezzo.

Master4You è il sito che fa incontrare domanda e offerta di Master in Italia, permettendo a ciascuno di trovare il master giusto per sé e di acquistarlo ad un prezzo equo. Master4You è un sito specializzato in Master e Corsi di Alta Formazione, rivolti sia a neolaureati che a lavoratori.
Nel 2011 le borse di studio migliori potranno quindi essere trovate e richieste facilmente attraverso il sito Master4You.

Agli Studenti in cerca di formazione il sito offre la possibilità di risparmiare frequentando un master di qualità, grazie a due innovativi servizi:

  • Chiedi Borsa: ottenere dalle migliori scuole una borsa di studio individuale
  • Cerca Offerte: trovare le migliori offerte proposte dalle scuole

Per chi cerca il master giusto per sé, il sito propone la più classica sezione:

  • Cerca Master: propone una selezione dei migliori master, evidenziando gli aspetti rilevanti per la scelta

Mister Master continuerà a svolgere attraverso il blog la sua funzione di esperto che aiuta gli studenti a capire qual è il master giusto per sé.

Il blog presenterà spunti di riflessione ma anche offerte concrete per trovare borse di studio nel 2011:


Borse di studio 2011: Mister Master blog cercherà di tenervi aggiornati su tutte le borse di studio disponibili sul mercato:


Allo stesso modo, grazie al sito Master4You, gli studenti potranno facilmente trovare le migliori offerte per frequentate un master risparmiando:

  • advance booking
  • bonus servizi,
  • borse di studio per merito
  • last minute

Seguiteci dunque nel 2011 per trovare la borsa di studio che fa per voi.


Chi di voi vorrebbe trovare una borsa di studio nel 2011?

martedì 21 dicembre 2010

Formazione: studenti, assassini o vittime?


Formazione: quella di questi giorni non è una fiaba in cui dalla prima battuta il buono si riconosce dal bianco candore e il cattivo, inequivocabilmente, risulta un mostro nero.
La storia da raccontare è un po’ più complicata, tanto che le diverse voci narranti riportano versioni antitetiche e le interpretazioni si infittiscono.
La voce più controversa è quella di Maurizio Gasparri che, per non farci mancare niente, propone solerte di inserire l’arresto preventivo: poiché le manifestazioni sono un covo di potenziali assassini, meglio prevenire che curare, giusto?
Intanto le università, originari luoghi di istruzione e ricerca, diventano scenario di sciopero della fame, assemblee, riunioni e mobilitazione.
Allora la domanda (solo una?) sorge spontanea: cosa sono gli studenti, vittime spaventate e pronte alla reazione, lesi nella loro identità più profonda e oggetto di sperimentazioni istituzionali che se prima avevano colpito il diritto al lavoro oggi bombardano quello allo studio? Oppure reazionari a prescindere che, come Brunetta aveva annunciato a gran voce tempo addietro, non sono che bamboccioni privi di interesse allo studio e parassiti della società?
La formazione universitaria e a seguire tutto il percorso formativo dei giovani in che cosa si deve rispecchiare oggi, alla luce (o buio) di una realtà che con lo studio c’entra così poco ed è veramente lontana dagli argomenti che allo studio dovrebbero stare a cuore? Perché di questo si tratta: al di là di posizioni politiche, al di là della presa d’atto che la violenza è il mostro nero e al di là di tutto quanto già è stato detto, il punto è che più passano i giorni più si rischia di allontanarsi dal centro nevralgico di tutto. La Formazione. La riforma. Lo studio. La crescita. Lo Stato di Diritto. L’apertura alla Cultura. Il rispetto al Futuro.
Neolaureati e lavoratori: due categorie calde, coinvolte due volte. Una da studenti freschi di laurea, alle prese con un master o un corso di specializzazione; due da protagonisti di un mercato del lavoro assai variegato che, d’altra parte, li accoglie con timida incertezza. Di loro ci siamo lungamente occupati e così continueremo a fare: su www.master4you.it esiste una specifica sezione per gli studenti interessati a una formazione post universitaria.
Sarebbe esilarante se un veggente ci mostrasse traccia di come saranno le regole nel 2016, come in uno di quei colossal americani sulla fine del mondo, sull’avvento della tecnologia, sui disastri ambientali che, poi, a rivederli oggi, non hanno niente di sorprendente né di sconvolgente.
L’augurio di oggi? Non abituarsi a qualcosa che a furia di essere etichettata, perde la sua connotazione transitoria.
Questo è un passaggio e siamo tutti, addetti e non della formazione, orientatori di questo passaggio.
Perché non sappiamo come andranno le cose né in quale direzione, ma certamente la formazione non deve essere detta, bensì fatta.
E tu, che formazione vedi nel tuo futuro?

venerdì 17 dicembre 2010

Studenti: la crisi a Natale.



Studenti: insieme a precari, pensionati, giovani lavoratori sono i soggetti che meno credono a Babbo Natale.
Se per qualcuno Dio è morto, per loro Babbo Natale ha fatto la stessa fine, e già da un pezzo.
Orde di ottimisti accalcano i mercatini multicolore e multi sapore mettendo mano a un magro portafoglio; orde di giovani in preda al panico animano piazze manifestando all’unisono l’inadeguatezza.
In tempi di festa c’è una specie di obbligo esteriore ad assumere entusiasmo ad ogni costo, buonismo per ogni reazione, sorriso per tutte le circostanze. Dentro, brucia l’urgenza di cercare una direzione.
Dicembre 2010 è un mese che non si dimenticherà in fretta, e meno male.
Qualsiasi cosa accadrà in futuro, la fine di questo anno è consacrato ad essere scritto nelle pagine della storia. Di una storia dove non solo la collettività offre la sua voce ma prima di tutto il singolo pensante, attivo nel suo.
Sotto l’albero, se fossi in età post universitaria, vediamo un po’ cosa vorrei.
Un lavoro. Anzi, Il Lavoro.
Che ingenua banalità.
E anche un Master, magari in una città calda, d’arte, un posto dove relazionarmi a studenti di altre origini.
Oppure un Corso di specializzazione, di quelli che poi ti svegli una mattina e non solo hai un titolo ma pure un luogo in cui spenderlo.
E una consistente Borsa di Studio, perché non mi si dica che gravo sulle spalle di mammà, nel pieno spirito della visione che gli stranieri hanno di noi.
L’occupazione diventa un chiodo fisso, il diritto allo studio una forma di nevrotica ossessione che esaspera e si mischia a reazioni di violenza, seppur non volute. A leggere i giornali ti viene da pensare che il lavoro e la possibilità di mirare a un obiettivo non siano mai esistiti come condizione di possibilità né mai esisteranno.
Ed è qui che quel vecchio con la barba sbiadita e la pancia stanca potrebbe compiere il miracolo, ricordando che la realtà, durissima, non deve annebbiare la vista, né eliminare le condizioni di possibilità da cui partire, né togliere lo slancio di cercare, osservare, guardare, informarsi e trovare spazi che possono offrire ospitalità ai propri tentativi.
Quel vecchio depotenziato dai secoli e dal senso delle cose potrebbe anche solo farti aprire gli occhi su quello che c’è – e a guardar bene non è poco – perché di quello che non c’è non ce ne facciamo niente e ci facciamo male a respirarlo.
Se il lavoro non è in confezione regalo, la formazione, a occhi aperti, la si scorge. E può essere varia, distinta, utile, presente, disponibile e, talvolta, anche gratis! Qui non c’è lo zampino del vecchietto, qui sono i centri di formazione che si adoperano.
A breve il sito www.Master4You.it  sarà attivo e in questa ricerca ti aiuterà. A scorgere, cercare e anche a trovare, utilizzare. Questo dice Mister Master, più giovane di Babbo Natale e molto meno stanco.
E allora, sotto a chi tocca.
E tu, lo vorresti un Master sotto l’albero di Natale?

giovedì 16 dicembre 2010

Mister Master Blog: 2 mesi di vita.



Mister Master Blog nasce l’11/10/10, data indicata dalle profezie Maya come punto di svolta nella storia planetaria in vista della fine prevista per il 22/12/12. Nei 24 mesi che ci restano pubblicheremo altri contenuti utili agli studenti per scegliere il master giusto e trovare una borsa di studio per risparmiare sul costo del master.

Il blog di Mister Master è nato per aiutarvi a scegliere i migliori corsi di formazione e a trovare borse di studio per i master universitari e delle scuole di formazione.
Oggi vogliamo ripercorrere questi primi due mesi di vista del blog di Mister Master, evidenziando gli argomenti giudicati più interessanti dai lettori.

Ma prima, volgiamo lo sguardo al futuro: nelle prossime ore sarà on line il nuovo sito www.master4you.it . Il sito vi permetterà di trovare i migliori master al miglior prezzo, grazie alle borse di studio e alle offerte proposte dai migliori centri di formazione.

THE WINNER IS
Il post in assoluto più letto del blog di Mister Master è stato “Master gratis: due modi per ottenerli”, a testimonianza dell’interesse suscitato dal tema del risparmio nella scelta di un percorso formativo, soprattutto in tempo di crisi.

SUL PODIO

A fianco del vincitore si sono piazzati due post concreti e filosofici al tempo stesso:
• “Master in tempo di crisi: la formazione serve ancora a qualcosa?”: si sente sempre più forte il bisogno di formazione in un mondo che cambia così velocemente e al tempo stesso ci si interroga sulla reale utilità di investire su se stessi e sulla propria formazione.
• Terzo posto exequo per due post legati alle Borse di studioBorse di studio per Master: criteri di assegnazione” e “Borsa di studio: me la gioco al colloquio”: in un momento storico in cui le risorse per la scuola e la ricerca sono sempre minori, c’è un forte interesse per capire come fare a trovare e conquistarsi una borsa di studio che ci aiuti nella crescita professionale.

POST CALDI

Altri post di grande interesse e in ascesa sono legati alla scelta del master giusto:
• “Master per neolaureati e per lavoratori”: due esigenze e disponibilità temporali così diverse che richiedono formule e soluzioni specifiche.
• “Master: come trovare quello giusto?”: la domanda esistenziale fondamentale di ogni studente.

PIÙ COMMENTATO

• Il post in assoluto più commentato è stato “Master in tempo di crisi: la formazione serve ancora a qualcosa?” con 5 commenti, confermando quanto questa domanda sia fondamentale.
• Al posto d’onore con 4 commenti “Master post laurea: in Italia o all’estero?” dilemma che attanaglia la generazione della fuga dei cervelli.

UN PUBBLICO GLOBALE

Tra i nostri visitatori gli italiani sono di gran lunga la maggioranza, ma il blog di mister master riceve visite in modo continuativo anche da altri Paesi. I Paesi che hanno mostrato il maggior interesse per il nostro blog sono gli Stati Uniti e la Germania, seguiti da Regno Unito, Corea del Sud e Federazione Russa.

CHE SODDISFAZIONE

In sintesi, Mister Master Blog ha saputo proporre spunti interessanti di discussione che hanno catturato l’interesse degli studenti e degli addetti del settore formazione. In questi primi due mesi il blog di mister master ha saputo catturare, con la sola forza dei suoi contenuti, più visitatori di siti da tempo affermati nel mondo della formazione.
Questo grazie a Google che ha dimostrato di apprezzare i contenuti proposti dal nostro blog, posizionandoli in poco tempo nelle prime posizioni delle sue ricerche. E grazie anche alle attività promosse nei social network, in particolare alla pagina facebook di Mister Master Blog.

IN CONCLUSIONE
Due mesi molto positivi per l’interesse e i feedback dimostrati dai lettori.
Non siamo, né potremo mai essere, un grande blog generalista come il blog di Beppe Grillo, Auto blog oppure TV blog. Continueremo nella nostra missione di aiutare gli studenti a capire quale master scegliere.


E voi, quanto spesso leggete i post di Mister Master Blog?

martedì 14 dicembre 2010

Formazione: l'Europa va a fuoco



La Formazione sta a cuore, ovvero: Formazione e rivoluzione.
Cosa c’entrano questi due termini? Le reazioni alla Riforma Gelmini ci hanno ormai abituati da settimane, per non dire mesi, ad uno sguardo vigile sulla comunità non solo dei giovani studenti ma di tutti i protagonisti coinvolti. Parliamo di adolescenti, universitari, genitori, docenti, accademici, addetti alla cultura, politici, organi istituzionali. Nati, non. Tutti.
La comunità del web è costantemente mobilitata e, fatto raro, ci troviamo in una situazione che non ha bisogno di sensibilizzazione ai contenuti o di informazione ai fatti: questa è una reazione spontanea ed anzi, si spende molto in termini dire e fare in proposito. Indice di una realtà che tocca vite presenti e destini (quali?) futuri, apprendere che tutto questo riguarda le generazioni di tutto un mondo ha un non so che di confortante e allo stesso tempo sfiduciante. La specie umana è votata al cambiamento ma, se si tratta di un cambiamento subìto, depotenzia gli intenti. Vedere questa fragilità collettiva rispecchiata in milioni di simili crea un senso di appartenenza e allo tempo incrementa un vuoto. Di senso, di spazio, di tempo.
Milano, Teatro La Scala. La prima de La Valchiria  diventa occasione di scontro, registra una voce collettiva che urla a gran voce No! ai tagli alla cultura e invoca aiuto al presidente Napolitano. Feriti a seguire.
Londra, Camera dei Comuni. Il Parlamento appoggia il disegno di legge che prevede tasse universitarie triplicate (parliamo di un sistema universitario che rischia di diventare il più costoso al mondo con una media di circa 9.000 pound annuali, proprio là dove, un tempo, allo studente europeo e non per forza cittadino inglese veniva garantita un’assistenza egregia ed esemplare). Decine di migliaia di persone inveiscono contro i reali e contro un disegno che non è solo quello di legge ma soprattutto un bozzetto del loro futuro prossimo: giovani investiti di un onere sproporzionato, ovvero pagare le spese del costo di una crisi generalizzata che non è più un fatto monetario bensì culturale.
Che cos’è l’economia se non quotidiano che intreccia scelte di individui, dentro la storia?
In questo blog si parla di formazione (master, corsi di alta formazione, corsi di specializzazione), ovvero forme di studio avanzato, che stanno in cima al percorso individuale delle giovani leve. E così continuerò a fare, poiché la macchina formativa che sembra, in apparenza, spezzarsi deve relazionarsi ai cambiamenti resistendovi, per continuare a garantire l’adeguata forma educativa e culturale a tutti coloro che scelgono di perseguirla.
Il diritto allo studio (nella pratica: corsi gratuiti, borse di studio, ecc.) è parte di una catena di valori che va difesa tanto quanto la garanzia di una pensione e ogni contributo dovuto, all’interno di una società di individui. E’ sì retorico ma la retorica aiuta a ricordare, in tempo di crisi, gli elementi semplici e vitali su cui troppo spesso si specula a caso.
Le manifestazioni dei caldi anni ’70 sono un lontano e sbiadito modello di riferimento: la speranza che si stiano gettando le basi per un nuovo futuro va al di là di credo e posizioni. Perché l’unica cosa che conta è mantenere integra la libertà di migliorarsi nella varietà e nella specificità dei propri caratteri. 
Un caldo augurio, se non ottimistico, di speranza, perché la formazione è, in fin dei conti, il cuore dell’evoluzione.